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Forse il più sfortunato capitano nella storia della pirateria, William “Captain” Kidd era un corsaro, ma finì per diventare un pirata.

In realtà, Kidd era stato incaricato di dare la caccia ai pirati da parte di Richard Coote, il governatore di New York e Massachusetts. Poco dopo aver cominciato la missione, però, un terzo del suo equipaggio era morto di colera, la sua nave perdeva a causa di numerose falle e i primi sforzi per attaccare le navi nemiche erano falliti.

Ancora peggio, Kidd non aveva incontrato alcun pirata. Kidd e il suo equipaggio erano disperati e la violenza all’interno dell’equipaggio era dilagante. Kidd uccise proprio il suo cannoniere, William Moore, e ciò tenne tranquillo quello che era stato un equipaggio ammutinato.

Nel gennaio del 1698, Kidd catturò una nave appartenente alla Compagnia britannica delle Indie orientali: era carica di oro, argento, seta e altri oggetti di valore. Dal momento che Kidd era un corsaro per conto dei britannici, questo attacco venne considerato un atto di pirateria (Kidd inizialmente credeva che la nave navigasse sotto la corona di Francia).

Dopo aver catturato la nave, tuttavia, cominciarono a sorgere leggende su dove Kidd avesse nascosto il suo tesoro, come raffigurato nell’illustrazione sopra.

Quando Kidd sbarcò a New York, apprese di essere stato dichiarato pirata. Venne arrestato a Boston, dove era andato con la falsa promessa di clemenza per i suoi crimini.

Kidd fu giudicato colpevole di un capo d’accusa per omicidio e cinque capi d’accusa per pirateria e condannato all’impiccagione il 23 maggio 1701.